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Anime robotici dai super robot ai real robot
Confronta super robot e real robot da Mazinga a Gundam tra studi autori e contesto storico con l'impatto italiano e i generi che ne derivano negli anni Ottanta.
Generi linguaggi e storiaScheda
Se guardi un robot gigante in un anime e ti chiedi se stai vedendo un super robot o un real robot, qui trovi la risposta e la cronologia per orientarti. Il primo usa poteri quasi magici e un esemplare unico, il secondo usa armi convenzionali, produzione in serie e manutenzione continua.
Cosa indica la parola mecha
La pagina inglese spiega che mecha, detto anche giant robot o semplicemente robot, indica un genere di anime e manga che mostra i mecha in battaglia. Il genere si divide in due sottocategorie, super robot e real robot. Le storie coprono registri diversi, dall'azione alla commedia al dramma, e il genere si è esteso ad altri media, come gli adattamenti per videogiochi. Il testo collega i mecha anche alla popolarità dei modelli in scala. Se vieni dalla storia dei generi, puoi collocare questa famiglia accanto alle correnti dagli anni Settanta che hanno ridefinito fantascienza e racconto bellico in animazione. Puoi usare questa distinzione come bussola, prima di entrare nella cronologia.
Da dove comincia la storia che puoi seguire in ordine
Nei primi esempi citati trovi un polpo meccanico con pilota nel manga breve Electric Octopus del 1940 e un mecha umanoide gigante a vapore con spada nel manga di propaganda di Ryuichi Yokoyama del 1943, The Science Warrior Appears in New York. La prima serie del genere è il manga Tetsujin 28 di Mitsuteru Yokoyama del 1956, uscito come anime nel 1963. Yokoyama, spinto dall'esempio di Osamu Tezuka, pubblica su Shonen, rivista per ragazzi, e racconta un robot costruito dallo sforzo bellico giapponese per vincere la Seconda guerra mondiale. Lo comanda a distanza Shotaro Kaneda, un detective di dodici anni descritto come ragazzo prodigio. La storia ha un successo molto ampio e ispira generazioni di imitatori.
Perché Mazinger Z cambia il pilotaggio
Nel 1972 Go Nagai definisce il genere super robot con Mazinger Z, ispirato direttamente alla serie precedente. L'idea è un mecha che le persone controllano come un'automobile mentre si aspetta di attraversare una strada trafficata. Il concetto diventa molto popolare e porta i manga e gli anime al successo. Da qui nasce anche un modello narrativo, il robot come entità dinamica che si unisce ad altre macchine o a esseri umani per diventare inarrestabile. In un'intervista del 2009 Nagai lega l'idea a un ingorgo stradale e al desiderio che l'auto mettesse braccia e gambe per passare sopra le auto ferme. Puoi riconoscere qui il passaggio dal comando esterno al pilotaggio interno, che resta poi la forma più diffusa.
Come riconosci un super robot quando lo guardi
Le origini stilistiche indicate sono la fantascienza e l'origine culturale è il Giappone degli anni Settanta. Alcuni dei primi mecha di manga e anime erano super robot. Sono robot giganti simili a supereroi, spesso unici, creati da una civiltà antica, da alieni o da un genio folle. Di solito li guidano adolescenti giapponesi con comando vocale o connessione neurale e spesso usano fonti di energia mistiche o esotiche. Le capacità sono descritte come quasi magiche. Le origini culturali del filone nel suo insieme rimandano al Giappone degli anni Cinquanta. Per il contesto di autori e studi puoi rileggere il rapporto tra Tezuka e i suoi eredi nel padre del manga moderno, utile per capire perché Yokoyama e Nagai lavorano su comando, corpo meccanico e ragazzo al centro.
Perché Gundam rompe la routine del super robot
Entro il 1977 nascono molti anime super robot, tra cui Brave Raideen e Danguard Ace. Il mercato dei giocattoli cresce con modelli in metallo pressofuso come la serie Chogokin in Giappone e gli Shogun Warriors negli Stati Uniti, molto popolari tra bambini e collezionisti. Il genere super robot diventa molto sfruttato commercialmente e statico e si apre uno spazio per l'innovazione. Nel 1979 Yoshiyuki Tomino crea Mobile Suit Gundam, saga spaziale complessa definita lo Star Wars del Giappone, che fa nascere il genere real robot con tecnologia più realistica e rigorosa. Tomino non ama le trame ripetitive e la pubblicità evidente delle serie super robot a cui aveva lavorato e vuole un film in cui i robot sono usati come strumenti. La risposta iniziale è tiepida, poi i fan portano la serie al successo. Il mercato dei modelli si allarga e l'industria legata a Bandai arriva a 42,8 miliardi di yen nel 2004. La panoramica sui mecha anime raccoglie questa svolta insieme alle serie derivate come Full Metal Panic e alla serie di videogiochi Armored Core.
Cosa rende real un real robot
Le origini stilistiche indicate sono fantascienza dura, fantascienza militare e super robot, con origini culturali nel Giappone degli anni Settanta. I real robot non hanno poteri mitici, usano armi e fonti di energia in gran parte convenzionali anche se futuristiche e spesso sono prodotti in serie su larga scala per la guerra. I personaggi sono più complessi, con conflitti morali e problemi personali. Il pubblico di riferimento è composto soprattutto da adolescenti e giovani adulti, non da un pubblico generale che include bambini. Il genere è accostato dai fan alla fantascienza dura ed è legato alle vendite di modelli come i Gunpla. Uno dei padri fondatori della progettazione dei real robot è Kunio Okawara, che comincia con Gundam e continua con serie come Armored Trooper VOTOMS. Mobile Suit Gundam del 1979 è considerato la prima serie a introdurre il concetto real robot e, con The Super Dimension Fortress Macross del 1982, forma la base di ciò che poi viene chiamato anime real robot.
Quali forme può prendere il robot tra telecomando e tuta
Puoi distinguere i tipi dal modo in cui il mezzo si usa. Nel tipo con pilota il mecha è guidato dall'interno come un veicolo, con esempi come Science Ninja Team Gatchaman del 1972, Mobile Suit Gundam del 1979, The Super Dimension Fortress Macross del 1982 e Tengen Toppa Gurren Lagann del 2007. Alcuni mecha con pilota mostrano anche un'assistenza artificiale, come Blue Comet SPT Layzner del 1985 e Gargantia on the Verdurous Planet del 2013, oppure una furia legata ad aspetti biologici, come Neon Genesis Evangelion del 1995. I mecha senzienti sono consapevoli, pensano e a volte provano emozioni, con origini diverse come gli alieni di The Transformers del 1984, serie americana animata in Giappone, l'intelligenza artificiale di Dragon's Heaven del 1988 e Brave Police J-Decker del 1994, o la magia di Da Garn di The Brave Fighter of Legend Da-Garn del 1992. Il primo robot gigante senziente è anche il primo anime mecha a colori, Astroganger del 1972. Quelli telecomandati sono controllati dall'esterno, con Tetsujin 28 go del 1966 e Giant Robo del 1967. La pagina inglese non pubblica dati sulle edizioni o sul doppiaggio italiano.
Dove porta la strada tra trasformazioni, Oshii ed Evangelion
Il mecha trasformabile passa da un veicolo normale, come un aereo da caccia o un camion, a un robot da combattimento. Il concetto è avviato dal progettista Shoji Kawamori nei primi anni Ottanta, con la linea di giocattoli Diaclone del 1980 e poi Macross del 1982. Tra i progetti più noti ci sono il VF-1 Valkyrie di Macross e Robotech e Optimus Prime, chiamato Convoy in Giappone, di Transformers e Diaclone. La diffusione cresce a metà anni Ottanta con Macross Do You Remember Love del 1984 e Zeta Gundam del 1985 in Giappone e con Transformers del 1984 da Diaclone e Robotech del 1985 da Macross in Occidente. I mecha indossabili sono esoscheletri, come in Genesis Climber MOSPEADA del 1983, Bubblegum Crisis del 1987 e Active Raid del 2016, con fusioni come Detonator Orgun del 1991 e The King of Braves GaoGaiGar del 1997, combinazioni come Transformers Super God Masterforce del 1988, o trasformazioni del corpo come Brave Command Dagwon del 1996 e Fire Robo del 2016. Il critico Fred Patten legge molte trame con il mostro settimanale come metafore della Seconda guerra mondiale e della difesa della cultura giapponese. Nel 1990 Patlabor, film diretto da Mamoru Oshii, diffonde il genere e l'estetica mecha in Occidente. Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno del 1995, con temi psicologici insoliti, ha grande successo quando in televisione domina il real robot e aiuta la diffusione rapida della cultura anime nel mondo. Seguono l'omaggio occidentale di Pacific Rim del 2013 di Guillermo del Toro, legato anche ai kaiju, e l'influenza sullo sparatutto in prima persona Shogo Mobile Armor Division del 1998 di Monolith Productions. Assemblare e dipingere modelli in scala resta un passatempo diffuso, con modelli avanzati più complessi, problemi di equilibrio tra movimento, stabilità e aspetto nelle costruzioni Lego e la linea Lego Exo Force del 2006 di ispirazione manga.
Scheda sulla pagina inglese dei mecha anime
La pagina è una voce enciclopedica dedicata ai mecha di anime e manga. Vi trovi la definizione del genere, la storia da Tetsujin 28 a Gundam ed Evangelion, il confronto tra super robot e real robot e i tipi come pilotati, senzienti, telecomandati, trasformabili e indossabili. Vi trovi anche i riferimenti a modelli, giocattoli e videogiochi. Prendi un episodio con un super robot e uno con un real robot e annota armi, rifornimenti, manutenzione e modo di pilotare per vedere da che parte sta ogni scena.


