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Fermo ImmagineLa memoria degli anime e dei manga che ci hanno formati

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Doppiaggio italiano degli anime storici

Ricostruisce il doppiaggio italiano degli anime tra studi voci e adattamenti con casi celebri dagli anni Settanta agli Ottanta e memoria d'epoca.

Anime e manga in ItaliaScheda

Se ami gli anime degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, conosci a memoria voci italiane che sembrano nate con quei personaggi. In queste righe capisci come nasce una versione doppiata, dal sincronismo con il labiale alla riscrittura dei dialoghi, e perché in Italia il doppiaggio ha una storia politica e linguistica che senti ancora oggi.

Sala di doppiaggio con microfono su piedistallo cuffie e copione aperto sul leggio
Edicola e scaffali della sezione anime e manga in Italia.

Cosa significa davvero doppiare un anime

Quando guardi un anime in italiano, ascolti un prodotto costruito dopo le riprese e dopo l'animazione. Il doppiaggio è una lavorazione di postproduzione in cui registrazioni aggiuntive, chiamate doubles, vengono sincronizzate con il labiale e mixate con l'audio originale per creare la colonna finale. Tu percepisci una sola voce per personaggio, ma dietro ci sono tracce separate per dialoghi, effetti, foley e musica che un tecnico del mix bilancia fino al risultato che esce in sala o in televisione. La sostituzione riguarda spesso la lingua di partenza per offrire una traduzione recitata, e il termine indica proprio la sostituzione delle voci degli attori con interpreti diversi che recitano in un'altra lingua per il pubblico internazionale. Nella distribuzione estera questa pratica è comune per film cinematografici, film per la televisione, serie televisive, cartoni, anime e telenovelas. Se segui i percorsi del doppiaggio e delle edizioni in Italia ritrovi la stessa logica applicata ai cartoni giapponesi che hai visto da bambino, dove la voce italiana doveva coprire il giapponese senza rompere il ritmo della scena.

Perché in Italia il doppiaggio è arrivato così presto

In molti paesi il doppiaggio è stato adottato, almeno in parte, per ragioni politiche. Tu puoi capire questa radice se pensi a che cosa significa imporre una lingua sugli schermi. In stati autoritari come l'Italia fascista e la Spagna franchista, il doppiaggio poteva servire a imporre orientamenti ideologici, eliminando i riferimenti negativi alla nazione e ai suoi capi e promuovendo la lingua nazionale standard a scapito dei dialetti locali e delle lingue minoritarie. Nella Germania del dopoguerra il doppiaggio fu usato per attenuare gli eventi del passato recente, come nel caso del doppiaggio di Notorious di Alfred Hitchcock, dove l'organizzazione nazista al centro della trama fu trasformata in un traffico di droga. Il primo doppiaggio cinematografico dopo la seconda guerra mondiale fu Konstantin Zaslonov, del 1949, doppiato dal russo al ceco. Dopo la guerra, in Europa occidentale, il doppiaggio attirò molti produttori perché rendeva possibili le coproduzioni tra società di paesi diversi, permettendo di unire risorse e di ottenere sostegni finanziari da più governi. Cast multinazionali potevano recitare ciascuno nella propria lingua preferita, mentre le versioni doppiate venivano realizzate prima della distribuzione nelle diverse aree.

Come nasce una nuova traccia vocale in sala

Tu immagini forse il doppiatore da solo davanti al microfono, ma il percorso inizia prima, con la scelta di quali battute rifare. Nella produzione convenzionale un fonico di presa diretta registra i dialoghi durante le riprese. In postproduzione un supervisore del montaggio sonoro o un supervisore della sostituzione dialoghi rivede tutti i dialoghi e decide quali frasi registrare di nuovo. La registrazione avviene in uno studio sonoro specializzato, durante una sessione apposita, con più provini per la stessa battuta. La versione più adatta diventa quella definitiva, oppure parti di provini diversi vengono montate insieme. Agli inizi del sonoro si tagliava e si incollava un anello di pellicola per ogni scena da rifare e lo si caricava su un proiettore. L'anello girava in continuazione mentre l'interprete cercava il sincronismo con la recitazione filmata. Questa lavorazione si chiamava looping o sessione di looping. Caricare e ricaricare gli anelli mentre interpreti e tecnici aspettavano era faticoso. Poi il nastro video e in seguito la tecnologia digitale sostituirono gli anelli e il procedimento prese il nome di sostituzione automatica dei dialoghi. La sostituzione automatica serve a registrare di nuovo i dialoghi con l'attore originale o con un sostituto, in cabina, dopo le riprese, per migliorare la qualità quando i microfoni sul set hanno captato rumori come vento forte o traffico, o per cambiare battute previste dal copione.

Che differenza cè tra doppiaggio e presa diretta rifatta

Tu senti spesso usare le due parole come sinonimi, ma descrivono due operazioni vicine e diverse. Il doppiaggio sostituisce in genere la lingua per il pubblico straniero, mentre la sostituzione automatica dei dialoghi permette agli attori originali di incidere di nuovo segmenti poco chiari quando ci sono problemi di copione, di rumore di fondo o di registrazione originale. A volte, durante questa seconda lavorazione, la voce non è quella dell'interprete iniziale. Un caso citato è quello di Dart Fener in Guerre stellari, interpretato in costume da David Prowse con maschera integrale e poi doppiato da James Earl Jones, perché l'accento del primo fu giudicato inadatto. Al 2020 il procedimento automatizzato comprende varie tecniche, come la visualizzazione automatica delle battute sullo schermo per l'interprete, segnali automatici, spostamento della traccia audio per un sincronismo preciso e algoritmi che allungano o accorciano porzioni di battuta. Esistono programmi che separano le parole dai rumori della colonna originale, individuano i picchi del dialogo e adattano la nuova prova alla recitazione di partenza per ottenere un sincronismo accurato. La pagina che descrive la sostituzione delle voci originali spiega anche il ruolo di chi prepara le tracce prima del mix finale tra dialoghi, effetti e musica.

Chi rende credibile un dialogo tradotto

Tu capisci subito se una battuta doppiata suona finta. Il ruolo di chi scrive i dialoghi è far sembrare naturale la traduzione nella lingua di arrivo e farla suonare come un dialogo credibile invece che come un semplice testo tradotto. La localizzazione, infatti, non è pura traduzione. È l'adattamento di un film o di una serie da una regione del mondo a un'altra e comprende l'adattamento dei contenuti al pubblico di destinazione. Per esempio, i riferimenti specifici di una cultura possono essere sostituiti e alcune sequenze possono essere tolte o aggiunte. La nuova traccia vocale è di solito recitata da un doppiatore. In molti paesi gli interpreti che svolgono regolarmente questo lavoro restano poco conosciuti, tranne in ambiti particolari come il fandom degli anime o quando le loro voci sono diventate sinonimo di ruoli o di attori che doppiano abitualmente. Negli Stati Uniti molti di questi artisti usano pseudonimi o restano senza accredito per regole sindacali o per il desiderio di separarsi dal ruolo. Tu, che ricordi voci italiane legate a interi pomeriggi televisivi, puoi riconoscere qui un meccanismo familiare. La voce diventa parte del personaggio e orienta la memoria di chi guarda, anche se il volto resta quello disegnato in Giappone.

Il doppiaggese esiste davvero

In Italia il doppiaggio ha portato alla creazione di una variante della lingua molto influenzata dalla lingua di partenza di molte opere, soprattutto dalle opere originarie in lingua inglese. Si chiama doppiaggese, detto anche dubbese. Tu lo riconosci quando senti costruzioni che in italiano quotidiano useresti in un altro modo, calchi di cortesia, risposte troppo esplicite, tempi verbali che seguono l'inglese più che l'uso locale. La pagina di Wikipedia non pubblica i nomi dei doppiatori italiani degli anime classici. Resta però il quadro generale che ti serve per ascoltare con orecchio diverso. Anche l ascolto delle colonne sonore negli anime ti aiuta a separare ciò che appartiene alla musica e agli effetti da ciò che appartiene alla voce, perché nel mix finale ogni elemento occupa uno spazio preciso. In altri paesi europei il rapporto con il doppiaggio è diverso e questo ti fa capire per contrasto la via italiana. Nell Europa nord occidentale, in Polonia, in Portogallo, nei Balcani, nei paesi baltici e in quelli nordici, in genere solo i film e i programmi destinati ai bambini sono doppiati, mentre quelli per adolescenti e adulti sono sottotitolati, anche se le produzioni animate per adulti come South Park e I Simpson hanno una tradizione di doppiaggio. Nei cinema con un pubblico chiaramente definito, sotto e sopra i dieci o undici anni, di solito sono disponibili sia la versione doppiata sia quella sottotitolata. In Francia il doppiaggio è la norma e quasi tutti i cinema propongono i film nella versione francese, mentre alcuni offrono anche proiezioni in versione originale, in genere con sottotitoli francesi, e una minoranza di sale piccole proietta solo in lingua originale. Secondo il centro nazionale per il cinema, le proiezioni in versione originale sottotitolata rappresentano il 16,9 per cento dei biglietti venduti in Francia. In Ungheria quasi ogni film o programma straniero distribuito è doppiato in ungherese e la storia del doppiaggio risale agli anni cinquanta, con una traduzione locale molto nota dei Flintstones curata da Jozsef Romhanyi.

Le macchine cambieranno le voci che conosci

Tu oggi ascolti voci umane, ma una parte del lavoro sta cambiando con i programmi di sintesi vocale e con i sistemi automatici. Nel settembre 2025 una piattaforma video ha lanciato una funzione opzionale di doppiaggio audio multilingua dopo un programma pilota di due anni. Nel marzo 2025 un servizio di video in abbonamento ha sperimentato versioni doppiate con sistemi automatici, tra cui versioni in inglese dell anime Banana Fish e versioni di una serie in portoghese, criticate per la qualità complessiva e per le possibili ricadute sul lavoro dei doppiatori. Lo sviluppo di tecnologie per doppiare in automatico gli eventi dal vivo è in corso, anche se il doppiaggio automatico dal vivo non è ancora largamente usato. Un approccio collegato ma distinto, chiamato doppiaggio visivo, usa l apprendimento automatico per modificare in postproduzione il movimento delle labbra e del volto dell attore sullo schermo per farlo corrispondere all audio doppiato nella lingua di arrivo, invece di sostituire la voce dell interprete. Un primo modello del 2020 ha mostrato che si poteva generare un sincronismo accurato delle labbra da audio e video qualsiasi, con qualsiasi identità e lingua. Il contratto televisivo e cinematografico del sindacato americano del 2023 permette di adattare labbra e volto per corrispondere a una lingua straniera come parte delle pratiche standard di doppiaggio, senza ulteriore consenso dell interprete, a condizione che l audio doppiato sia recitato da voci umane. Tu puoi verificare da solo questa tensione tra naturalezza e artificio. Puoi riascoltare un episodio che conosci a memoria e fermarti dove la battuta cade giusta sul labiale e dove invece senti la frase costruita sull inglese, poi confronta il ritmo delle voci con quello della musica e degli effetti.

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