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Fermo ImmagineLa memoria degli anime e dei manga che ci hanno formati

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Shonen shojo e seinen i generi del manga

Distingue shonen shojo e seinen tra riviste pubblico e temi con esempi classici dagli anni Settanta ai Novanta per orientarsi tra manga e anime storici.

Generi linguaggi e storiaScheda

Leggi manga pensati per pubblici diversi e vuoi capire dove collocare shonen, shojo e seinen tra riviste, età dei lettori e temi. La distinzione nasce in Giappone tra il 1950 e il 1969 con due fasce di vendita, shonen per i ragazzi e shojo per le ragazze, e poi si allarga ai giovani adulti.

Banco di fumetteria con albi manga disposti in file ordinate sotto una luce calda
Materiali di lavoro della sezione generi e storia.

Cosa significa per te la parola manga

In Giappone la parola indica fumetti, vignette e animazione, mentre fuori dal Giappone la incontri di solito con il senso più stretto di fumetto pubblicato in origine in Giappone. Il termine viene da due segni, 漫 che rimanda a un tratto estemporaneo e fantasioso e 画 che indica immagine, e la stessa radice ritorna nel coreano manhwa e nel cinese manhua. L’uso comune inizia alla fine del Settecento con libri illustrati come Shiji no yukikai del 1798 e continua all’inizio dell’Ottocento con Manga hyakujo del 1814 e con i volumi Hokusai Manga dal 1814 al 1834 tratti dai taccuini di Hokusai. Rakuten Kitazawa lo usa per primo nel senso moderno. Per farti un quadro più chiaro, esiste anche la forma ani-manga per i fumetti ricavati dai fotogrammi di un cartone. La lettura tradizionale procede dall’alto verso il basso e da destra verso sinistra, e molte edizioni tradotte conservano questo senso di lettura.

Come nasce una storia a puntate?

Incontri quasi sempre una storia seriale pensata per durare più di un numero, molto più lunga di un albo occidentale autoconclusivo. I capitoli escono nelle grandi riviste antologiche, che ospitano molte serie insieme e assegnano a ciascuna da 20 a 40 pagine per uscita, e poi proseguono nel numero successivo. Le antologie dette da elenco telefonico sono stampate su carta da giornale di bassa qualità e possono superare le 200 pagine fino a oltre 850 pagine, con episodi autoconclusivi e strisce di quattro vignette dette yonkoma. Quando una serie regge, i capitoli vengono raccolti in volumi detti tankobon, spesso brossurati, stampati su carta migliore e utili se vuoi recuperare una serie senza comprare settimanali o mensili. Esistono anche versioni di lusso per lettori cresciuti e ristampe economiche a basso prezzo per competere con il mercato dell’usato. Il disegno è quasi sempre in bianco e nero a causa dei tempi di consegna, per scelta artistica, per conservare l’impatto del tratto e per contenere i costi di stampa, anche se esistono manga interamente a colori come Colorful.

Perché le riviste dividono il pubblico per età e genere?

Gli editori classificano i manga soprattutto per età e genere dei lettori attesi, e vedi la differenza già in edicola per copertina e collocazione sugli scaffali. I libri e le riviste per ragazzi shonen e per ragazze shojo hanno una veste riconoscibile e stanno in reparti separati nella maggior parte delle librerie. La divisione non ti chiude in un recinto, perché la lettura incrociata è normale e un lettore può seguire una serie pensata per un altro pubblico. Dietro la rivista c’è una piccola officina, con un autore affiancato da pochi assistenti e da un redattore che segue la serie per la casa editrice. Se la serie funziona, può diventare un anime durante o dopo la pubblicazione, mentre in alcuni casi il manga nasce da un film dal vivo o animato precedente. Per inquadrare autori, studi e passaggi dal manga all’anime puoi confrontare panoramica storica del manga con le schede dedicate alle singole opere.

Shonen: quali temi trovi se hai meno di diciotto anni?

Lo shonen indica i manga per ragazzi fino a 18 anni e dal secondo dopoguerra raggiunge i primissimi lettori di manga. Dagli anni Cinquanta propone soggetti pensati per l’immaginario del ragazzo tipico, cioè robot, viaggi spaziali e avventura eroica, con fantascienza, tecnologia, sport e contesti soprannaturali come temi ricorrenti. Sul piano dei contenuti trovi spesso avventura e azione con eroi maschili, umorismo farsesco, temi dell’onore e talvolta sesso esplicito. I supereroi solitari in costume sul modello di Superman, Batman e Spider-Man non diventano altrettanto popolari in questo filone. Le riviste di riferimento che puoi memorizzare sono Weekly Shonen Jump, Weekly Shonen Magazine e Weekly Shonen Sunday, adatte a serie di lunga durata se il gradimento tiene. Le prime radici risalgono a tempi lontani, con Shonen Sekai creata nel 1895 da Iwaya Sazanami con attenzione alla prima guerra sino-giapponese, con il boom del 1905 legato alla guerra russo-giapponese e al successo di Tokyo Pakku, e con Shonen Pakku come prima rivista manga per bambini seguita nel 1924 da Kodomo Pakku. Se ti interessa il tratto cinematografico che ha insegnato a stringere e allargare il campo, guarda il segno di Osamu Tezuka e il suo Astro Boy.

Shojo: come cambia il racconto per le lettrici?

Lo shojo indica i manga per ragazze e giovani donne e dopo il debutto del 1969 viene disegnato soprattutto da autrici. Quell’anno esordisce il gruppo detto Year 24 Group o Magnificent 24s, dove 24 rimanda al 1949 del calendario giapponese, anno di nascita di molte componenti, tra cui Moto Hagio, Riyoko Ikeda, Yumiko Oshima, Keiko Takemiya e Ryoko Yamagishi. Dal 1975 in poi lo shojo continua a evolversi nello stile e nei sottogeneri, con genere romantico, supereroine e Ladies Comics detti in giapponese redisu, redikomi e josei. Nel genere romantico moderno l’amore è il tema centrale dentro narrazioni emotivamente intense di realizzazione di sé, mentre nel filone delle supereroine trovi titoli pubblicati sia come manga sia come anime come Mermaid Melody Pichi Pichi Pitch di Pink Hanamori, Tokyo Mew Mew di Reiko Yoshida e Sailor Moon di Naoko Takeuchi. Qui contano i gruppi di donne che agiscono insieme, come Lucia, Hanon e Rina che cantano in coro e come Sailor Moon, Sailor Mercury, Sailor Mars, Sailor Jupiter e Sailor Venus che lavorano in squadra. Le riviste shojo da ricordare sono Ciao, Nakayoshi e Ribon, con molte storie di autori diversi nello stesso numero. La prima testata per ragazze è Shojo Sekai, versione femminile di Shonen Sekai creata dopo Tokyo Pakku nel 1905. Per il passaggio italiano puoi proseguire con gli shojo in Italia negli anni Ottanta e ritrovare volti noti.

Seinen e dintorni: dove finisce il ragazzo e inizia l’adulto?

Il seinen indica i manga per giovani uomini dai 18 ai 30 anni e condivide con shonen e seijin alcuni tratti di base. Il giapponese distingue due forme simili, con 青年 per giovane e 成年 per adulto e maggiorenne, e la seconda indica anche il manga pornografico per uomini adulti detto seijin. La pagina inglese non pubblica il prezzo di copertina delle riviste antologiche. Nei manga per lettori maschi il ruolo delle ragazze e delle donne cambia nel tempo, e puoi riconoscerlo in tre soluzioni, la singola bella ragazza bishojo come Belldandy di Oh My Goddess, le storie dove ragazze e donne circondano il protagonista come in Negima e Hanaukyo Maid Team, oppure i gruppi di guerriere molto armate dette sento bishojo. Negli anni Novanta, con l’allentamento della censura in Giappone, compaiono contenuti sessuali espliciti nei manga per lettori maschi, ripresi poi nelle traduzioni inglesi, e nel 2010 il governo metropolitano di Tokyo valuta un disegno di legge per limitare l’accesso dei minori a questi contenuti. Accanto a queste fasce esiste il gekiga, racconto cupo e adulto, a volte molto violento, attento alla dura quotidianità e disegnato in modo ruvido, come le Cronache delle imprese militari di un ninja di Sampei Shirato dal 1959 al 1962, nate tra attivismo studentesco e operaio di sinistra e insoddisfazione estetica di giovani autori come Yoshihiro Tatsumi.

Da dove puoi partire senza perderti?

Puoi partire da tre appigli concreti, perché la pagina inglese sui manga li descrive con nomi e date. Primo, le tecniche, con il montaggio cinematografico di Tezuka tra rallentamenti e passaggi dal campo lungo al primo piano, poi ripreso da molti autori, e con l’attenzione di Machiko Hasegawa alla vita quotidiana e all’esperienza delle donne, che segna lo shojo successivo. Secondo, le presenze, con le donne che tra il 1975 e il 2005 rappresentano circa la metà degli autori secondo Machiko Satonaka e con la stessa Hasegawa, creatrice di Sazae-san, che resta nel 2026 l’unica autrice di manga insignita del People’s Honour Award. Terzo, la circolazione, con gli anime trasmessi in Francia e in Italia che aprono il mercato europeo ai manga negli anni Settanta. L’adattamento anime di Sazae-san nel 2011 raccoglie in televisione più spettatori di ogni altro anime giapponese, mentre Astro Boy resta molto popolare in Giappone e fuori. Se vuoi fissare i nomi, tieni Sazae-san per la striscia familiare e Astro Boy per l’avventura fantascientifica delle origini moderne.

La pagina inglese sui manga: È una voce enciclopedica sui fumetti originari del Giappone che spiega il termine, la serializzazione nelle riviste antologiche e la raccolta in tankobon. Vi trovi etimologia da Shiji no yukikai a Hokusai Manga e Kitazawa, storia dai rotoli del dodicesimo secolo al dopoguerra, fasce shonen, shojo, seinen e seijin con esempi, gekiga, riviste, edizioni digitali e mercati in Asia, Europa e Stati Uniti. Puoi aprirla per confrontare testate, pubblici ed esempi classici e poi scegliere quale serie classica recuperare per prima.

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