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Fermo ImmagineLa memoria degli anime e dei manga che ci hanno formati

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Studio Ghibli origini poetica e contesto storico

Traccia la storia dello Studio Ghibli da Nausicaa a Princess Mononoke tra Miyazaki Takahata e Suzuki con temi stile e contesto dell'animazione anni Ottanta.

Opere e autori classiciScheda

Se ti chiedi da dove viene lo Studio Ghibli, la risposta sta nel giugno 1985 tra tre percorsi che si incontrano e un nome preso dall'aviazione italiana. In queste righe trovi come nasce lo studio, chi lo guida e cosa mostrano i suoi primi film tra avventura, quotidiano e memoria della guerra.

Sala di proiezione con poltrone rosse e schermo illuminato in penombra
Albi e volumi della sezione opere e autori classici.

Un incontro del 15 giugno 1985

Fondato il 15 giugno 1985, lo Studio Ghibli nasce a Kajino cho, Koganei, Tokyo, dopo l'acquisizione dei beni di Topcraft, indicata come predecessore. A crearlo sono il regista Hayao Miyazaki, il regista Isao Takahata e il produttore Toshio Suzuki, con il sostegno della casa editrice Tokuma Shoten e di Yasuyoshi Tokuma, citato tra i fondatori. Puoi leggere questa data come un punto di arrivo, perché i tre hanno alle spalle lunghe carriere nel cinema e nella televisione di animazione giapponese e hanno già lavorato insieme a The Great Adventure of Horus, Prince of the Sun nel 1968 e ai film di Panda Go, Panda nel 1972 e nel 1973. Suzuki arriva dalla redazione di Animage, la rivista di Tokuma Shoten, e porta in dote un contatto diretto con autori, lettori e produzione. La spinta immediata viene dal successo del film Nausicaa of the Valley of the Wind del 1984, che rende possibile immaginare una struttura dedicata al lungometraggio originale. In quel periodo lo studio ha sede a Kichijoji, Musashino, Tokyo, prima del trasferimento successivo a Koganei. Tra il 1985 e il 2005 la proprietà resta a Tokuma Shoten, con una fase di marchio controllato e poi di separazione, mentre dal 2023 la pagina inglese indica Nippon Television Network Corporation con una quota del 42,3 per cento.

Perché un nome italiano preso dal vento

Il nome Ghibli è scelto da Miyazaki a partire dal sostantivo italiano ghibli, soprannome del velivolo da ricognizione sahariano Caproni Ca.309, a sua volta derivato dall'italianizzazione del nome arabo libico del vento caldo del deserto, qibliyy. La passione di Miyazaki per gli aerei spiega la scelta, unita all'idea che lo studio avrebbe portato un vento nuovo nell'industria degli anime. In giapponese il nome si scrive Jiburi, con suono dolce, anche se la traslitterazione più precisa della parola italiana sarebbe Giburi, con suono duro. Puoi capire da qui il programma degli anni Ottanta, perché l'intento dichiarato è soffiare un turbine in un'animazione giapponese descritta come stagnante, puntando su film originali di alta qualità. In un discorso al Festival internazionale del film di animazione di Annecy nel 1995, Suzuki riassume il metodo con parole semplici: dedicare piena energia a ogni opera con budget e tempo sufficienti, senza compromessi su qualità e contenuti. Il genere indicato resta anime, con attività in cinema, videogiochi e spot televisivi e con prodotti che comprendono lungometraggi animati, cortometraggi animati, film per la televisione, pubblicità e film dal vero.

Chi fa cosa tra Miyazaki, Takahata e Suzuki

Negli anni Ottanta lo studio produce soprattutto film di Miyazaki, mentre il secondo regista per prolificità è Takahata, ricordato in particolare per Grave of the Fireflies. Accanto a loro lavorano nel tempo Yoshifumi Kondo, Hiroyuki Morita, Goro Miyazaki e Hiromasa Yonebayashi, in un gruppo che cresce attorno al lungometraggio e non alla serie settimanale. Suzuki segue la produzione e tiene insieme la parte editoriale e quella produttiva, con l'esperienza maturata in rivista e con Tokuma Shoten alle spalle. Se vieni da altri autori classici e opere storiche puoi riconoscere qui un modello di studio d'autore, dove ogni film chiede tempo, disegno curato e controllo diretto. La controllata indicata è Studio Kajino, mentre l'organico citato dalla pagina inglese è di 190 persone nel 2023. Puoi usare questi nomi per orientarti nei titoli del decennio, perché la firma del regista ti dice molto del tono: avventura e volo in Miyazaki, osservazione dura del quotidiano e della storia in Takahata, e un produttore che protegge quella differenza.

Cosa raccontano Totoro e gli altri titoli degli anni Ottanta

La mascotte e il personaggio più riconoscibile è Totoro, dal film My Neighbor Totoro del 1988, descritto come uno spirito gigante ispirato ai cani procione tanuki e ai gatti neko. Lo incontri come figura protettiva legata all'infanzia e alla natura, lontana dal cattivo da sconfiggere. Nello stesso decennio il catalogo comprende Castle in the Sky e Kiki's Delivery Service, oltre al citato Grave of the Fireflies di Takahata, con un equilibrio tra avventura, vita quotidiana e guerra che resta tipico di quegli anni. Secondo la voce inglese sullo studio i film con gli incassi più alti arrivano dopo, con Princess Mononoke del 1997, Spirited Away del 2001, Howl's Moving Castle del 2004, Ponyo del 2008 e The Boy and the Heron del 2023. In Giappone la distribuzione teatrale è affidata in gran parte a Toho, con due eccezioni utili da ricordare: Castle in the Sky e Kiki's Delivery Service distribuiti da Toei Company insieme a Nausicaa of the Valley of the Wind, mentre My Neighbors the Yamadas passa a Shochiku. Puoi partire da Totoro per capire lo stile visivo dello studio: case, campi, pioggia, creature che non spiegano tutto, e poi passare a Takahata quando cerchi uno sguardo più storico e amaro.

Come si costruiscono disegno e musica

Le musiche della maggior parte dei film di Miyazaki per lo Studio Ghibli sono di Joe Hisaishi, presenza costante che accompagna volo, attesa e cammino senza coprire i rumori del mondo. Nel reparto grafico e produttivo la pagina inglese segnala, attraverso il libro Anime Classics Zettai di Brian Camp e Julie Davis, il ruolo di Michiyo Yasuda come figura stabile del disegno e della produzione. Puoi ascoltare un film degli anni Ottanta facendo attenzione a come la musica entra tardi e lascia spazio ai passi, al vento e al silenzio, perché il racconto chiede calma prima dell'azione. La pagina inglese non pubblica i budget di lavorazione di questi primi film. Resta il dato di metodo ricordato da Suzuki: tempo ed energie concentrate su ogni singola opera, che spiega perché i fondali appaiono densi e i personaggi si muovono con peso fisico anche nelle scene semplici.

Perché all'estero rischi di vedere un altro film

Lo studio è noto per una politica rigida di divieto di tagli nelle versioni concesse all'estero, nata dopo il montaggio pesante di Nausicaa of the Valley of the Wind distribuito negli Stati Uniti come Warriors of the Wind. Quella versione inglese dura 95 minuti, esce nelle sale americane con New World Pictures il 14 giugno 1985 e poi in VHS nel dicembre 1985, senza nomi degli attori nei crediti e con un ritmo accelerato. Devi sapere che circa 22 minuti risultano tagliati, con dialoghi lunghi ridotti, temi ambientalisti semplificati e trama secondaria degli Ohmu modificata fino a togliere il legame d'infanzia di Nausicaa con loro. Anche i nomi dei personaggi cambiano e la protagonista diventa Princess Zandra, mentre locandina e copertina mostrano uomini che non compaiono nel film a cavallo del Guerriero Gigante risorto. Da questo episodio nasce la scelta di Miyazaki di affidare al traduttore Toren Smith di Studio Proteus una traduzione ufficiale e fedele del manga di Nausicaa per Viz Media. Se segui la storia del doppiaggio italiano puoi cogliere perché queste vicende contano anche per te, perché un doppiaggio riscrive battute, nomi e senso. Alla fine degli anni Ottanta un doppiaggio inglese di Castle in the Sky viene preparato per i voli internazionali di Japan Airlines su richiesta di Tokuma Shoten e mostrato brevemente negli Stati Uniti da Streamline Pictures, con il giudizio severo di Carl Macek, capo di Streamline, che lo definisce adeguato ma goffo. Dopo questo passaggio Tokuma affida a Streamline i doppiaggi di My Neighbor Totoro e Kiki's Delivery Service, con Totoro distribuito in sala nell'aprile 1993 da Troma Films con il marchio 50th St Films e poi in VHS e DVD da 20th Century Fox Home Entertainment. Nei primi anni Novanta un doppiaggio inglese di Porco Rosso viene prodotto in Giappone da Ward Sexton sempre per i voli Japan Airlines.

Dove incontri lo studio tra sala, rivista e televisione

Nell'agosto 1996 Walt Disney Studios e Tokuma Shoten stringono un accordo per cui Disney diventa distributore internazionale esclusivo dei film animati dello Studio Ghibli di Tokuma Shoten, con un finanziamento del 10 per cento dei costi di produzione e con nuovi doppiaggi Disney dei tre film di Miyazaki già doppiati in precedenza da Streamline Pictures. Il 1º giugno 1997 Tokuma Shoten Publishing riunisce in un'unica sede Studio Ghibli, Tokuma Shoten Intermedia per il software e Tokuma International. Il rapporto con Animage resta stretto, con articoli esclusivi nella rubrica Ghibli Notes e con disegni dei film spesso in copertina. Puoi cercare quelle copertine quando vuoi datare un progetto, perché la rivista segue lavorazione e uscita con materiali diretti dallo studio. Il romanzo Umi ga Kikoeru di Saeko Himuro, serializzato nella rivista e poi adattato in Ocean Waves come primo lungometraggio animato dello studio pensato per la televisione con la regia di Tomomi Mochizuki, mostra quanto il legame tra carta e schermo conti in quegli anni. Nell'ottobre 2001 apre a Mitaka, Tokyo, il Ghibli Museum, con mostre basate sui film e con proiezioni di animazioni e corti non disponibili altrove. I premi citati aiutano a collocare la fama: due premi Oscar per il miglior film di animazione, un Golden Globe per il miglior film di animazione, un BAFTA per il miglior film di animazione, un Orso d'oro, tre Animage Grand Prix e sei Japan Academy Prizes, mentre Spirited Away resta quarto tra i film giapponesi per incasso in patria con 31,68 miliardi di yen e oltre 380 milioni di dollari nel mondo.

Studio Ghibli, voce inglese di Wikipedia: è la scheda dedicata allo studio giapponese di animazione con sede a Koganei, Tokyo, fondato nel 1985 dopo Topcraft. Vi trovi origine del nome, storia per epoche, film e televisione, diritti per sale, home video e streaming, con note su Disney, Wild Bunch e GKIDS, oltre a premi e dati su organico e società collegata Studio Kajino. Puoi usarla per controllare date, nomi dei registi e passaggi sui diritti prima di rivedere i titoli degli anni Ottanta.

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